Storia di Arezzo
in Toscana
Pur
subendo il declino della decadenza dell’impero romano e delle
invasioni barbariche, il prestigio secolare e la favorevole posizione
sulla via Cassia mantennero ad Arezzo una forte importanza anche durante
i secoli bui nell'Alto Medioevo. Terra di confine tra i domini dei Goti e l’esarcato
bizantino di Ravenna fu testimone di aspri scontri fra le due fazioni e fu uno dei primi centri occupati dai
Longobardi. I Goti i Longobardi incisero molto sulla composizione etnica
e sulla lingua degli aretini. I longobardi costruirono castelli e pievi
gettando le basi di Arezzo medievale. Con la sconfitta dei Longobardi da
parte dei Franchi, non si ebbero forti flussi migratori ma la città
entrò a far parte del Sacro Romano Impero Carolingio. Durante il lungo
della dominazione longobarda e carolingia la città si ritira sul
poggio di San Donato, ovvero il luogo dove sorge
la Fortezza Medicea, fino al XII secolo. Dal
disfacimento dell’ordinamento pubblico dei secoli X ed XI emerge
progressivamente la figura del vescovo - conte, che vive nel castello
fortificato di Pionta (Duomo Vecchio) dirimpetto alla città e che
comincia a fregiarsi - primo esempio in Italia - del titolo comitale a
partire dal l059. Il suo vescovo, grazie alle cospicue donazioni terriere
ricevute dai vari sovrani, diviene capo religioso e politico di una
diocesi compresa tra Fiesole ad ovest, Città di Castello ad est, il
Casentino a nord e la Val di Chiana a sud. A causa del gran prestigio e
dell’importanza economica, il vescovo di Arezzo veniva designato dallo
stesso imperatore. Su queste basi, la rinascita successiva al
Mille innesca un nuovo fermento economico, demografico ed edilizio. .
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